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Attivazione RBLOB Melogno/Settepani
17 marzo 2007
Referenze: SV049 / SV051 / SV214 / WWLoc JN44BF - SV050 / WWLoc JN44CF
Operatori: I1ASU - IK1AWV - I2ROQ - IZ4AFM - IW4EHX - I6DHY - IW8DQY

Attivazione del Forte Settepani in provincia di Savona organizzata dalla Filiale Rblob di Imperia con l'autorizzazione del Comando dell'A.M. alla quale hanno partecipato anche membri delle altre zone in cui il gruppo e' presente.

UN PO' DI STORIA:

Il Forte Centrale, appartenente allo sbarramento del Colle Melogno, è facilmente raggiungibile. Dall' uscita dell’ autostrada di Finale Ligure basta imboccare subito a destra dell’ incrocio, la strada statale 490 e dopo tredici chilometri, si giunge al passo del Melogno sito a 1028 m. s.l.m.
La fortezza fu costruita in torno al 1885 con l’ intento di sbarrare e proteggere il passo da eventuali forze armate nemiche che, passando dalla costa ligure, potessero poi risalire tramite le Alpi e gli Appennini, per giungere in Piemonte e oltre. La struttura è stata edificata a linea esterna poligonale; ed è salvaguardata da profondo fossato, che ne circonda completamente il perimetro. La principale parte architettonica militari è costituita dalla tagliata, che mediante due ponti levatoi, bloccavano il passaggio della rotabile sul valico e all’ interno delle mura.
Oggi si possono ancora distinguere le due entrate principali, caratterizzate da grandi portali di pietra chiara e sopra di queste le due cannoniere il pietra locale, grigia. Lungo il primario accesso interno, si diramano altre entrate, sbarrate da inferiate e portoni di ferro. Da qui si stendono gli accessi ai numerosi magazzini, ai locali uffici e i relativi luoghi originari, di ricaricamento munizioni. Gli interni presentano intonaci e pavimentazioni originali in terracotta e altri in listelli di legno.
Alcune scale laterali, costituite con ringhiere di ferro battuto e corrimano di legno, conducono sia al piano superiore sia a quello sotterraneo. I piani alti oggi sono in pessime condizioni; le pavimentazioni risultano a volte pericolanti. I sotterranei, composti di lunghi budelli, conducono alle riservette e alle difese del fossato nonché alla galleria di scarpa, dove si potranno individuare le feritoie per fucilieri e alcune caponiere. I sotterranei oggi sono anche l’unico accesso praticabile per giungere alle postazioni in barbetta, giacché il ponticello pedonale che univa la caserma alla collinetta esterna, sopra il fossato, oggi è fuori uso è risulta pericolante.
Le quattro postazioni per cannoni di grosso calibro a cielo aperto, sono rivolti verso i bacini della costa e ognuna separata dall’altra da muretti protettivi. Le basi erano alimentate dalle riservette per le munizioni, interrate nel suolo sottostante. Nella fortezza si possono scorgere ancora molti manufatti originali, come le balaustre, le pavimentazioni, la fontana sita nell’ atrio centrale della fortezza ed alcuni elementi che costituivano l’ impianto elettrico originario dell’epoca. Molto interessante è anche il sistema di riscaldamento utilizzato, realizzato tra l’intercapedine di alcune stanze, mediante tubi si permetteva di diffondere il calore nella stanza.

Fonte: http://www.fortezzesavonesi.com/html/il_melogno.html

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